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Aragorn

L'INFINITO E OLTRE...

Avvolte basta guardare in fondo al cuore....per oltrepassare l'infinito.
July 11

Re Aragorn

Aragorn è diretto discendente di Isildur, colui il quale tagliò il dito a Sauron nel quale l'Oscuro Signore portava l'Anello. Dopo la morte del padre è costretto a rifugiarsi a Imladris ove Elrond lo accoglie e lo considera come suo figlio. Gli viene cambiato il nome in Estrel che in elfico significa speranza. Rimane così all'oscuro della sua identità fino all'età di 20 anni, quando Elrond gli consegna i frammenti della spada Narsil e l'anello di Barahir, segno della sua discendenza. Conosciuto il suo vero nome e le sue origini Aragorn si distingue in varie battaglie contro i servi di Sauron durante gli anni successivi. Combatte a fianco dei cavalieri di Rohan, milita nell'esercito di Gondor con il nome di Thorongil e guida la spedizione contro i pirati di Umbar. Conosce Arwen figlia di Elrond e se ne innamora. Viaggiando per la Terra di Mezzo incontra Gandalf e diviene suo grande amico. Viene ingaggiato da lui per la cattura di Gollum e, portata a termine la missione torna a sorvegliare i confini della Contea. Qui, alla locanda del Puledro Impennato, con il nome di Grampasso (con questo nome è infatti conosciuto dagli Hobbit e dagli Uomini di Brea) incontra i quattro Hobbits tra cui Frodo. Da lì a poco anche Aragorn diventerà un elemento de La Compagnia dell'Anello.

May 23

Guestbook

                                      Martedì  15 / 01/ 2008      

Ti sarà capitato di rimanere da solo in silenzio, nella tua stanza...

in un momento qualunque di un freddo pomeriggio d' inverno
riflettendo su tanti segreti pensieri e lontani ricordi.
E' così che apri la finesta alzi lo sguardo e fissi l'orizzonte.
E senti un vento freddo che ti accarezza il viso, ti pervade l'anima
e ti bussa al cuore.
Egli ti sta chiedendo di sussurargli tutti i tuoi segreti...
Lui li soffierà silenzioso alle stelle. Non li saprà nessuno stanne certo.
Ti puoi fidare.
 
  
                  
                   - W i n t e r   W i n d -
 
"Oh Brezza d'inverno che vieni dal cielo...
che fendi la notte e porti il gran gelo... 
frantumi il silenzio dei lunghi sentieri...
imbrini li campi le alture e i poderi...
brezza che soffi continua e pungente...
che avvolgi i pensieri e schiarisci la mente...
lambisci il mio volto, raffreddi il dolore...
pervadi i polmoni, l'anima e il cuore...
tu che sei custode dei mille miei sogni...
a te io confido le gioie e i bisogni...
mi sussurri poesia, baciata dal freddo...
congeli i ricordi di amore mai speso...
 
Oh Brezza d'inverno, fredda musa silente...
che nei giorni senza luce rischiari la mente...
a te sussurro muto quel che ad altri non confesso...
che di saper onde tu vieni a me non mi è concesso...
conserva nel tuo esistere le mie fragili parole...
e porgile a levante, la dove nasce il sole..."
 
 
 
                                                          + King Aragorn +
                                             "The Lord of sweet lonely dramers"
 
 
 
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 Lunedì   18 / 06 / 2007
                                              Le Grandi imprese
 
 
   "In vetta ad occhi chiusi è l'autobiografia di un alpinista cieco che ha avuto il coraggio e la determinazione
    di sfidare se stesso scrivendo un'altra pagina IRRIPETIBILE nella storia dei Grandi. Lui è il mio Mito."
 

- “La Paura" era stata una costante nella mia vita, tanto che a volte era arrivata a paralizzarmi.
Arrampicare sulle pareti di roccia nei dintorni di Phoenix me ne aveva decisamente procurato una buona dose: aggrappato con una mano a un precario appiglio, con l’altra dovevo scandagliare la parete alla disperata ricerca della presa successiva (…)”.
 
Un paradigma questo per Erik Weihenmayer, americano di Princeton, 38 enne, completamente cieco dall’età di tredici anni, divenuto atleta di fama mondiale scalando le vette più alte del mondo. Con uno stile informale e schietto, privo di retorica e autocommiserazione, Weihenmayer racconta le sue straordinarie eppure umanissime conquiste con
“In vetta ad occhi chiusi. Autobiografia di un alpinista cieco”, libro divenuto un best seller negli Stati Uniti, ora tradotto anche da noi da CDA&Vivalda.
 
Una narrazione avvincente e scorrevole, in cui gli eventi si dipanano rapidamente, dando il senso del precipitare del tempo verso il compiersi di una condanna. Quella sentenziata ai genitori di Erik dall’ennesimo medico consultato:
“il ragazzo ha una retinoschinosi, con distacco della retina in entrambi gli occhi entro l’adolescenza”.
Una condanna senza appello, che una madre e un padre coraggiosi e indomabili digeriranno, non senza momenti di disperazione, dandosi da fare per portare il loro figlio all’autonomia il più velocemente possibile.
Ma il dolore della consapevolezza, porterà Erik a divincolarsi senza sosta dalla sua condizione, rifiutando in un primo momento il bastone, come l’apprendimento del Braille.
Il sostegno e l’abilità di persone esperte, la permanenza in un centro specializzato per corsi avanzati e la compagnia del suo cane guida, Wizard, lo faranno poi incamminare con sfrontatezza verso la strada dell’indipendenza.

Fino all’amore fulminante per l’arrampicata, avvenuto in uno dei tanti raduni specialistici, che gli darà la dimensione della vera gioia. Un’emozione che lo condurrà all’episodio chiave della sua vita: la conquista nel 1995 della vetta del McKinley, tetto del Nordamerica coi suoi 6194 metri, una montagna famosa e temuta per le aspre condizioni ambientali.

Progettata con Sam, il socio di scalate, apre la via a una serie di performance concluse nel 2001 sull'Everest. Scalate quasi impossibili per gli alpinisti anche più esperti, che Erik compie con la sola forza dei suoi muscoli e delle sue dita (i suoi veri occhi), ascoltando i passi e il respiro ritmati dei fidati compagni, fiutando l’aria e le vibrazioni silenziose delle rocce o del vuoto sotto la neve. Combattendo ogni secondo con il gelo implacabile. “(…) Schegge acuminate di nevischio m trafissero la pelle nuda e la ma mano si intorpidì all’istante. La ricacciai subito nel guanto e incominciai a batterla con forza conto il ginocchio . Quando il sangue riprese a circolare, il dolore fu così intenso che dovetti trattenermi per non vomitare”.

In un equilibrio costantemente precario, braccato dal pericolo di mettere un piede in fallo e precipitare nel più profondo crepaccio, Erik Weihenmayer traduce nei fatti prima che con le parole, cosa sia imparare la profonda fiducia nei propri sensi ma anche nel prossimo, la volontà di inseguire i propri sogni senza disconoscere i propri limiti:

 

“(…)In quel momento feci una promessa a me stesso. Avrei lasciato perdere le cose che non potevo fare; ma tutto ciò che ero in grado di fare, avrei imparato a farlo bene. (…)”. Senza, tuttavia, dimenticare mai la dignità: “(…) Non volevo essere l’anello debole della cordata. Volevo che i miei compagni potessero tranquillamente mettere la propria vita nelle mie mani, così come io avrei messo la mia nelle loro. Avrei fatto la mia parte.
Avrei dato il mio contributo allo stesso modo di tutti gli altri. Non sarei stato portato a spalla sulla cima di una montagna per esservi impalato come un fantoccio. Avrei raggiunto la vetta con dignità. (…)”.
 
Una promessa mantenuta a se stesso, più che agli altri, ai quali pure ha inviato un messaggio senza precedenti: “Io non scalo le montagne per dimostrare a qualcuno che i ciechi possono fare una cosa piuttosto che un'altra. Scalo le montagne per la stessa ragione per la quale un artista dipinge un quadro: perché mi procura una grande gioia”.
 
Anche se in ultimo si troverà a confessare: “Mentirei se non ammettessi la profonda soddisfazione che provo quando affronto i cinici e sfido i loro dubbi, distruggo i loro stereotipi negativi, prendo le loro ristrette idee su ciò che è possibile e ciò che non lo è e le frantumo in mille pezzi».
 

 

 

                              Questi sono i veri uomini...persone uniche con un dono speciale.

                              Non Smettono Mai di Credere. In Se Stessi e in Nuovi Traguardi.

                                   Erik Weihenmayer un uomo ai confini dell'impossibile.

 

 

 
Un Saluto a tutti i miei lettori.
Col Cuore.                                     
                                                                             
         
                                                                        + King Aragorn +
                                          "Belive yourself and realize one dream"

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         GAZZETTA DI PARMA

                                                     QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE FONDATO NEL 1735

 

               Anno270 - n.150 - Euro 0,90    www.gazzettadiparma.it      Lunedì 28 Maggio 2007
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       Diciotto Volte Parma”
“Dopo un inizio di campionato difficile e particolarmente sofferto, l’undici crociato ha saputo  rialzare la testa.  Scrivendo la sua diciottesima pagina di storia in serie A.”

 

DAL NOSTRO INVIATO

  

 
PARMA- E sono Diciotto.
L’ultima però ha un sapore davvero speciale.
Perché vissuta col cuore in gola fino alla fine dopo mesi e mesi di pura agonia.
Perché frutto di un lavoro difficile che parte da lontano e che ieri ha trovato la sua suprema realizzazione.
Una scommessa vinta sul campo, da chi sa di aver ridato speranze a un popolo che negli anni non ha mai smesso di credere.
La salvezza ha i suoi artefici. Due su tutti. Tommaso Ghirardi e Claudio Ranieri.
 
Il primo, subentrato alla gestione straordinaria del Dott. Enrico Bondi sul finire di Gennaio, ha creato le basi per una rimonta sulla carta impossibile, armandosi di passione e perspicacia, non lesinando sforzi.
Non era facile scommettere su questo gruppo alla luce dei risultati maturati nel girone d'andata.
Ma qui sta il suo grande merito. Operando con oculatezza l'imprenditore bresciano ha sempre creduto
in questo potenziale investimento senza mai pentirsene.
Il secondo, tornato ad allenare in Italia dopo un decennio trascorso in giro per l’Europa, ha contribuito a cambiar volto alla squadra ridandole motivazioni.
Puntando sulla sua indubbia esperienza formato inglish, si è cimentato nell'ardua impresa riuscendo a caricare e responsabilizzare un gruppo troppo affranto da una classifica che non rendeva merito.
 
Tre anni e tre salvezze al limite della fantascienza.
Da oggi a Parma “Impossibile is Nothing” è diventato qualcosa di piu’ che uno spot.
E vedendo la squadra abbracciarsi di gioia sotto una curva piena di passione, si capisce la portata di un’impresa che pochi avrebbero pronosticato solo tre mesi fa.
Non riesci proprio a parlare. Ti manca il fiato e trattieni a stento le lacrime dall’emozione.
E pensi e ripensi a tutte le volte che è capitato e ricapiterà.
Come in quella magica notte di Bologna. Due anni fa.
 
Allora a scandire l’impresa furono i volti storici di Gilardino e Cardone.
Oggi gli eroi sono altri, da Rossi a Cigarini, da Paponi a Dessena, l'icona piu’ bella di un calcio giovane e frizzantino.
La festa di fine partita pone il sigillo ad una stagione conclusasi in modo memorabile e archivia definitivamente l’annosa vicenda targata Parmalat.
Il Futuro adesso è in mano a chi con la passione da eterno ragazzino ha saputo ridare stimoli e coraggio ad una piazza rimasta troppo tempo a guardare.
 
Le tappe da affrontare saranno ancora tante, ma la speranza è quella di creare col tempo, qualcosa di importante.  
Molti non avevano creduto a questo Parma due anni fa come anche al giro di boa di questo campionato.
Ed ora che il Tardini si ritrova a saltare tutto insieme attorno a quel sogno, che sogno non è, senti dentro una spinta fortissima mai provata prima.  
E canti, ridi, balli e piangi…urlando al vento un solo nome:
  ...PARMA!

 

                                                                                               Niccolò Pacini

 

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    8 Maggio 2007

Salve ragazzi...

Torno a scrivervi dopo un bel po' di tempo...lo ammetto.
Però non immaginate quanti problems mi continui a creare questo posticino..
dal primo giorno ke l'ho creato.
Non è facile credetemi...ma per quanto posso mi sforzo di starci dietro.
Beh...come avrete notato nello scomparto multimediale
ho postato alcune foto assai recenti...
Esse sono il coronamento di un week end passato in Gran Stile.
 
Per il Ponte del primo maggio....Mitica quattro giorni nel deserto del Sahara!! (Tarde)
Una proverbiale "Boccata d'ossigeno" dopo un'intero inverno passato tra i vecchiacci...
nella mia amata-odiata provincia.  (wow...ke kulo!!!)
Sera del 27 Aprile...finisco il solito servizo da una simpatica anziana de' periferia.
Mi catapulto a casa...valagia da ancora fare...minuti contati...('na osa da panico)
So ke sarà un viaggio da brivido...per la serie: "ci mise meno Ulisse a tornare da Troia."
Preparo tutto cercando per una volta di ricordarmi proprio tutto...ehehe  (pura utopia :D)
poi via a razzo con il "Fratiellino" Edo alla Station puntuali per il trenino lego delle 21:32.
 
Linea noiosa perchè fatta un casino di volte...specie per salire su dai simpatici amici Milanesi...
e quindi sfortunatamente padani.
Cambiolinea a Prato e su dritti per Bologna dove ci riuniamo a mezzanotte insieme con Pier.
Cugino e fedele compagno di viaggio di un'avventura da ricordare.
Finalmente eravamo pronti per affrontare la parte seria del viaggio: "la Traversata dei profughi". 
Buio pesto...cuccette scomode...pazienza infinita...e pure una vecchina rubaposti.
Risultato: Dopo una notte passata da vero insonne e disadattato...
su un treno ke sfreccia impazzito e buca la notte sulla costa adriatica...
Arriviamo a Taranto come previsto alle 10 del mattino dopo.
(Miiii....Trenitalia puntuall'?? E da Quann'...?? )
 
Per raggiungere la nostra casa in pieno centro...optiamo per la via illegale e meno rischiosa. :D
Prendere un Bus dell'Amat in evidente stato di decomposizione...senza pagare il biglietto.
Impresa non difficile dato ke i controlli "sono all'ordine del secolo." 
§- Grande Vantaggio della Terronia. -§
Arrivati ci insinuamo come dei Proci nella Sontuosa Reggia di Corso Umberto I...
e iniziamo la bella vita fatta di colazioni abominevoli...ihihih  (pakki di merendine esauriti)
e riposini duraturi...(nel dopo viaggio specialmente...eravam' cotti e biscottati).
Fuori ci aspettava U' Paradise. Fatto di gite sul mare e vita mondana per le belle vie del centro.
 
La Sera del 28 si parte con la prima uscita ufficiale. Contatto gli amici del posto...
e Spuntano presto tre seguaci imprescindibili. Biagio,Marco&Alessandra.
Siamo in sei...ed incominciamo ad esplorare quella città tanto amata...
per troppo tempo rimasta lontana...nascosta ai nostri occhi.
Lo spettacolo è sempre lo stesso.
 
 
 
 
       LAVORI IN CORSO.         to be continued..... 
                                         

                              

May 17

RIFLESSIONI SPARSE...

                               2 Gennaio '07

                       "Esiste un Posto..."

 

 Esiste un posto...
  che gli antichi greci amavano per la sua virtù strategica.
  Dove non bisogna chiedere al mare ma ascoltarlo.
  Vivere è uno scambio di idee perche' esse sole fan la civiltà.
  Una città semplice e romantica...il fascino è nella sua storia.
  Ogni sua parte conserva qualcosa di speciale e di nascosto...
 
 
 Esiste un posto...
   in cui chi vive ha un legame profondo con l'oceano blu...
   dove la mattina senti il richiamo della "sirena" dell'Arsenale
   La flotta ancorata veglia all'ombra di un porto maestoso.
   Esserci equivale ad un sogno per chi lo sente nel sangue...  
   Privarsene e' difficile quando senti che i giorni passano.
   Guardi una foto...pensi al suo nome e senti il suo richiamo.
 
 
 Esiste un posto...
   dove il tramonto par che sia un incendio d colori senza fine.
   dove il cielo si fonde con il mare in un riflesso di azzurro...
   punto di congiunzione tra infinite rotte...
   ..chiede al navigator l'essenza di uno sguardo.
 
 
 Esiste un posto...
   dove il vento sussurra alle stelle in una notte di luna piena.
   dove un ponte unisce x sempre due lembi di terra.   
   come la ragione lega la mente al cuore...
   Credo che il Dio ellenico (Zeus) dal tridente di luce...
   sfiorandola le abbia regalato un soffio di eternità.
 
 Sì...credo che questa terra resisterà ancora. Esserle lontani è dura.